Sono le sette di mattina del primo giorno di primavera: il 21 Marzo 2026, un sabato.
Simonetta ed io stiamo facendo colazione davanti alla solita brioche, al succo d’arancia e al caffè caldo, qui a Casa Irlanda.
Sonnecchiando ancora guardo il meteo sul cellulare; sembra che sarà una buona giornata, addirittura meno fredda del gelo che fino ad oggi ha avvinghiato l’Irlanda senza un attimo di tregua.
Grande Idea
Dico a Simonetta che ho voglia di fare uno stop dal lavoro quotidiano che ci tiene inchiodati tra computer e stampanti 3D.
E poi mi ritorna in mente un’idea lasciata nel cassetto: e se andassimo a Dublino col treno, partendo da Sligo, attraversando diverse contee per arrivare a Dublin Connolly Station, la più centrale delle stazioni ferroviarie della capitale?
Dublino è una delle mete delle nostre escursioni; quando un gruppo di ospiti arriva presto all’aeroporto, oppure parte in serata dall’aeroporto, solitamente aggiungiamo una passeggiata di circa quattro ore per visitare i punti più salienti del centro cittadino. Quindi conosciamo abbastanza bene le strade e le piazze.
Inoltre il mio PPS (una specie di tessera sociale per tutti coloro che abitano ufficialmente in Irlanda) mi permette di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi pubblici irlandesi, includendo anche un accompagnatore, in questo caso mia moglie Simonetta.
Decisione presa al volo
Decidiamo quindi di sbrigarci a uscire di casa, prendere la macchina e scendere a Sligo per imbarcarci sul treno delle 09:05, che arriverà a Dublin Connolly alle 12:20 circa, giusto in tempo per un veloce lunch e una passeggiata, per poi riprendere lo stesso treno in senso contrario alle 17:05 con arrivo a Sligo alle 20:20. In tutto sei ore di treno tra andata e ritorno.
Stazione di Sligo
Arrivati alla stazione ferroviaria di Sligo parcheggiamo la Duster pagando tramite app tre euro e cinquanta per tutta la giornata.
Il tempo è buono e il sole fa capolino, finalmente, dopo tanta pioggia ininterrotta.
Entriamo in stazione e mostro il mio PPS all’agente all’ingresso che mi chiede se avevo prenotato i posti a sedere.
Non sapendo di questa possibilità ci prepariamo a viaggiare anche in piedi (sigh..).
Gentilmente l’agente mi spiega che la prenotazione non è obbligatoria ma consigliata vista l’affluenza di viaggiatori piuttosto elevata. Rimaniamo perplessi pensando che di sabato ci fossero meno “communters” tra le due città.
Ci spiega però che, risalendo fino alla prima carrozza ci sono ancora posti liberi. La prenotazione non è gratuita ma costa due euro e cinquanta a tratta e va effettuata sulla app di Irish Railway. Fortunatamente troviamo due posti liberi e ci accomodiamo.
Siamo sul treno e si parte
Il materiale rotabile è di buona qualità e moderno.
Sono automotrici diesel-elettriche costruite da Hyundai; molti posti sono intervallati da comodi tavolini che ospitano quattro passeggeri faccia a faccia.
Il treno è molto pulito e confortevole. A mano a mano che si avvicina l’ora della partenza il convoglio si riempie, soprattutto di giovani e di immigrati dell’est europeo.
Finalmente il convoglio si muove, e puntualmente usciamo dalla stazione, grigia, più simile ad un prigione che ad un edificio ferroviario.
Poco dopo arriva il controllore: una signora corpulenta che, da come parla, manifesta essere anch’ella dell’est europeo, probabilmente ucraina.
Quando le chiedo informazioni riguardo alla prenotazione ci spiega che è meglio spendere questi pochi spiccioli per assicurarsi comunque un posto a sedere.
Bene: scarico la app e mi registro per il viaggio di ritorno.
In treno affiorano ricordi della mia infanzia
Mentalmente mi trovo a ricordare i giorni della mia infanzia e della gioventù, quando viaggiare in treno era molto comune.
Allora i treni avevano il loro odore: un misto di fumo stantio, di creolina (un disinfettante molto potente), e di ferro.
C’erano gli scompartimenti da otto o sei posti, dipendeva dalla classe: in seconda otto, in prima sei.
Erano però giorni bellissimi; si faceva amicizia con i compagni di viaggio e il mondo era migliore.
Oggi, questo treno anodino e freddo è più simile alla fusoliera di un aereo di linea o ad un pullman che al buon vecchio treno, non ha più scompartimenti ed è un unico corridoio e, sinceramente, mi piace meno.
Il viaggio
Attraversiamo la campagna irlandese con un’andatura di tutto riposo, la velocità massima si attesta sui 100 km/h (lo vedo da Google Map) e le fermate sono numerose.
Paragonato ai tempi andati sarebbe un “accelerato”.
Le ferrovie irlandesi ormai coprono pochissime tratte. Al tempo degli inglesi le ferrovie erano enormemente estese e raggiungevano anche i più piccoli paesini, con convogli trainati da sbuffanti locomotive a vapore.
Dopo la dipartita degli inglesi tutto è stato smantellato per dare posto al trasporto stradale.
Comunque, attraversando i paesi in cui il treno fa le sue fermate, posso osservare ancora le vestigia di quelle bellissime vecchie ferrovie: cabine di smistamento con ancora i comandi meccanici per manovrare gli scambi, stazioni originali in pietra viva, retaggio di un passato dimenticato troppo presto e ignorato da viaggiatori ormai immersi sempre nei loro cellulari, distanti dalla realtà.

Arrivo a Dublin Connoly Station
Arriviamo con un leggero ritardo a Dublino. Un fiume di gente entra ed esce dalla stazione che mi ricorda molto le stazioni britanniche.
Ci fermiamo al buffet per prendeci una insalata e una coca-cola prima di avviarci per la città.
Un piccione senza paura circola tra i tavolini in cerca di bricioline da mangiare.
Passeggiata a Dublino
Dopo esserci rifocillati, usciamo dall’edificio per avviarci a piedi verso il Liffey, in questa giornata di sole, preziosa per l’Irlanda.
Passiamo accanto all’edificio del 1791 detto Custom House, l’ufficio doganale del porto di Dublino.

Percorriamo il fiume fino a O’Connell Street e attraversiamo il ponte per spingerci fino all’Ha’ Penny Bridge costeggiando il fiume per non perdere nemmeno un raggio di prezioso sole.

Ma per strada troviamo un cusioso cavaliere che con molta gentilenzza ci saluta in sella al suo destriero.
Lì arrivati attraversiamo la strada al Merchant’s Arch e ci inoltriamo per Temple Bar.

Il locale “Temple Bar“, forse il più famoso pub al mondo è sempre rutilante di colori. E’ il punto in cui si ritrovano tutti i visitatori di Dublino.

Torniamo sul Liffey dove – data la bella giornata – i soliti “vikinghi” percorrono il lungofiume sui vecchi camion anfibi dipinti di giallo vivo.
La storia di questi automezzi è particolare. Erano in realtà autocarri GMC convertiti in mezzi da sbarco galleggianti, previsti per lo sbarco in Normandia del 1944, si chiamavano DUKW (ma i soldati li chiamavano “duck” (paperi), per l’assonanza della sigla.
Ne rimasero in Irlanda a seguito del dispiegamento di truppe in Irlanda del Nord; recuperati dopo la guerra, finirono per diventare quelli che vediamo oggi.

Proseguiamo la nostra passeggiata. E’ ancora presto e perciò ci spingiamo lungo il bank del Liffey verso il porto.
Andiamo a vedere la nave a vela ormeggiata più avanti, ma non prima di esserci fermati a bere un ottimo caffè italiano servito in un bar cinese… a Dublino… (!).
Si tratta del brigantino a palo “Jeanie Johnston“, che fu costruito in Quebec (Canada) nel 1847 e che servì per 16 traversate a portare fino a 192 passeggeri alla volta da Blennerville (Tralee) al Canada.
Erano tra i poveri disgraziati che riuscirono a sopravvivere alla grande carestia di metà ottocento e che fuggivano oltre oceano in cerca di fortuna.

Ed ora si rientra a casa
E’ arrivata l’ora di rentrare. Ci avviamo verso la stazione ferroviaria.
Puntuale, alle 17:05 il treno riparte con destinazione Sligo. Questa volta i posti assegnati in prenotazione ci permettono di sedere nella terza carrozza. Ci accomodiamo un po’ stanchi, ma felici.
Piano piano il primo sole di primavera scende dietro l’orizzonte per lasciare spazio alla “blue hour“, e mentre la campagna si illumina delle fioche luci delle fattorie, il treno ci culla, alla fine di questa deliziosa giornata che ci ha rilassato la mente e il cuore.
Da domani si ricomincia a lavorare per preparare Casa Irlanda e Irlanda on the Road alla stagione che, quest’anno, è piena e praticmante sold out.
A presto.
Simonetta & Pietro
Irlanda on the Road 🍀
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