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Donegal Castle

 

La Torre – ph. Simonetta Ecchia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Donegal Castle fu la residenza principale della grande famiglia reale degli O’Donnell, che guidò il regno di Tir Chonnaill dal 1200 al 1607. Fu costruito nel XV secolo in un’ansa del fiume Eske per ragioni difensive e fu ampliato da Sir Basil Brooke dopo la colonizzazione inglese (Plantation of Ulster). Il castello si trova poco lontano dalla piazza principale della cittadina: il Diamond. Si raggiunge da una stradina laterale che attraversa il fiume. Dal ponte si scorgono casette colorate che costeggiano l’ansa regalando una vista estremamente suggestiva. Dopo quel punto, il fiume Eske si getta direttamente nella Baia di Donegal. Si pensa che il sito potrebbe essere stato occupato da un forte vichingo nel IX e X secolo distrutto nel 1159. Tuttavia, a causa di centinaia di anni di sviluppo, non è stata trovata alcuna prova archeologica di questa prima fortezza. Altri edifici attorniavano il castello che nei secoli sono andati distrutti, mentre il castello in rovina fu restaurato negli anni ’90 del XX secolo.
Il castello è costituito dal Mastio principale che appunto risale al XV secolo e dall’ala giacobita che risale al XVII secolo come lo sono le mura di cinta del complesso.

Red Hugh O’Donnell (Red Hugh I), ricco capo del clan O’Donnell, costruì il castello nel 1474. Allo stesso tempo, lui e sua moglie Nuala fecero costruire il monastero francescano alla foce del fiume Eske, del quale abbiamo parlato in altro articolo.  Una leggenda locale racconta di un tunnel che collega i due complessi architettonici, ma nessuna prova è stata trovata. Il castello era considerato uno dei migliori ed uno dei più adeguatamente fortificati castelli gaelici in Irlanda.

Nel 1607, dopo la guerra dei Nove anni, i leader del clan O’Donnell lasciarono l’Irlanda. Questa fuga venne chiamata “Volo dei Conti”. Nel 1611, durante la colonizzazione dell’Ulster, il castello e le sue terre furono concessi a un capitano inglese, Basil Brooke. La casa/torre fu gravemente danneggiata dagli O’Donnells prima della partenza, per impedire che il castello venisse usato contro i clan gaelici ma fu rapidamente restaurato dai suoi nuovi proprietari. Brooke ha anche aggiunto finestre, un timpano e una grande ala del maniero al mastio, il tutto in stile giacobita.

La famiglia Brooke possedette il castello fino al 1670, quando si trasferirono vicino a Lisnaskea nella contea di Fermanagh, vendendo il castello alla dinastia Gore, che in seguito divennero Conti di Arran nel Peerage d’Irlanda . Il castello cadde in rovina sotto i Gores all’inizio del XVIII secolo e nel 1898, l’allora proprietario, il 5º conte di Arran , affidò il castello alle cure di The Office of Public Works, (Ministero dei Lavori Pubblici) il quale tutt’ora lo custodisce e che si occupò, negli anni ’90, del parziale restauro che richieste diversi anni di lavoro, ma il risultato è sorprendente.

All’interno della sala principale del castello si trovano vari arredamenti, comprendenti tappeti persiani e arazzi francesi.

All’entrata del cortile principale si trova il maniero vero e proprio e la torre. Il maniero comprendeva le cucine e gli appartamenti della servitù, ma poiché il tetto è crollato è possibile vedere solo i grandi fori squadrati su cui appoggiavano le assi per sostenere la pavimentazione del piano superiore. Si può vedere il grande camino della cucina e le finestre.

Si entra all’interno del mastio da quelli che una volta erano i magazzini con il tetto a volta. Solo uno di questi è rimasto intatto. Si accede ai piani superiori da una scala a chiocciola detta ad incampo. I gradini della scala a chiocciola sono irregolari, in modo da far inciampare gli spadaccini nemici. La scala sale verso destra, perché gli O’Donnell erano destri, e questo dava loro maggiore spazio nel punto in cui la scala svolta per colpire i nemici.

Sala detta “Guardaroba” dalla quale si accedeva al gabinetto – ph Simonetta Ecchia

 

Salendo si trova a destra una porticina che porta al guardaroba. La camera interna era un gabinetto. Una storia narra che lo scivolo che faceva scorrere gli escrementi nel fiume dovette essere costruito con un angolo tale che non fosse possibile per un arciere nemico infilarvi una freccia! La stanza che aveva anche la funzione di guardaroba, recava dei fori nei muri, nei quali erano infilate aste che sostenevano panche sopra le quali le persone appoggiavano i propri vestiti al fine di beneficiare delle presunte proprietà disinfettanti dell’ammoniaca che si sprigionava dall’urina del gabinetto. Tale pratica era d’uso all’epoca, poiché importata dai normanni. Anche nel castello di Trim, vicino a Dublino, c’era una stanza adibita allo stesso servizio.

 

Sala del Banchetto – ph Simonetta Ecchia

 

Nella sala del banchetto è di importanza rilevante il grande caminetto sul quale sono ancora evidenti gli stemmi dei Brooke e il giglio della famiglia di lady Brooke. La grande finestra che dà sul cortile interno è maestosa ed imponente.
Al piano superiore si trova un altro ambiente che presumibilmente era adibito a stanza dell’amministrazione ma che fungeva anche da stanza da letto del re e della regina. Da qui si nota ancora, alzando lo sguardo, la parte superiore della scala in muratura che Brooke fece inglobare nel muro. Al di sopra di questo livello, nel XVII sec., altre stanze fungevano da dormitorio per soldati, bambini o servi. Questo piano non è stato ricostruito, in modo che si possa vedere il tetto restaurato del castello in tutta la sua magnificenza. Il legno è di quercia irlandese proveniente da Galway e Fermanagh, ed è tenuto fermo senza l’ausilio di chiodi d’acciaio, ma solo con pioli e chiodi di legno. Anche il pavimento è tenuto fermo con questo metodo tradizionale e le assi che lo compongono sono di diverse lunghezze secondo l’uso del XVII secolo.
In questa stanza si possono trovare vari pannelli che spiegano la storia dell’area, del castello e degli O’Donnell.

Visitando questo castello si ha la sensazione che la macchina del tempo catapulti il pubblico indietro di diversi secoli e la modernità esterna diventa quasi fuori luogo. Colpisce la struttura in arenaria così possente e fiera che se postesse parlare, quale testimone oculare, forse rivelerebbe storie mai ascoltate prima. Chissà se ponendo un orecchio ai suoi muri si può udire ancora la voce di Red Hugh e della sua adorata consorte Nuala.

Ad ogni modo se vi trovate a Donegal Town è una visita da non perdere!! Enjoy

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