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La leggenda della Regina Maeve, regina guerriera

L’Irlanda è cosparsa di siti archeologici antichissimi di millenni. Si parla addirittura dai 4000 ai 5000 anni prima di Cristo. Poco lontano dalla città di Sligo, nella omonima contea, si trova Carrowmore, il sito megalitico più antico e vasto d’Irlanda. Conserva numerose tombe addirittura precedenti a quelle più conosciute di Newgrange, nella contea di Meath, databili intorno al 3200 a.c.

Il Cimitero Megalitico di Carrowmore – Sullo sfondo la collina di Knocknarea – Photography Simonetta Ecchia

 

Nella penisola a sud-ovest di Sligo un sentiero conduce sul monte Knocknarea, a ridosso del mare. In cima si trova un tumulo funerario, risalente all’Età del Bronzo, composto da 40.000 tonnellate di pietre. La leggenda vuole che questo tumulo sia la tomba della Regina Medb (o Maeve in inglese), uno dei personaggi più amati e singolari della tradizione mitologica irlandese.
Secondo la leggenda chi voglia incontrare “l’amore eterno”, deve raccogliere un sassolino ai piedi del sentiero che porta al tumulo, e depositarlo ai suoi piedi, in segno di omaggio.

La leggenda della Regina Maeve, è molto conosciuta e la sua storia è raccontata nel poema celtico Tàin Bò Cuailnge. Donna indomita e con un carattere battagliero, sembra che godesse di una fulgida bellezza ed intelligenza.

Dovete sapere che nella cultura celtica, le donne avevano gli stessi diritti degli uomini, quindi se una donna portava più ricchezze in seguito a un’unione matrimoniale rispetto al marito, ella veniva considerata il capo famiglia. Ed è proprio la bramosia e la sete di potere che porterà Maeve a sposarsi molte volte e ad avere numerosi amanti.
Figura chiave del Ciclo Mitologico dell’Ulster, Maeve causò lunghe e sanguinose guerre fra i reami dell’Ulster e del Connaught.

Sembra che al nome “Maeve” venga attribuito il significato di “idromele”, liquore prodotto dalla fermentazione del miele e nella mitologia celtica viene rappresentata come la bevanda dei re. Si dice che Maeve diede questa bevanda, quale simbolo del suo sangue, a tutti i suoi consorti e amanti.

Fu venerata anche come Dea dei guerrieri nel Ciclo dell’Ulster. Il suo aspetto di madre/guerriera era fortemente associato alla Tripla Dea Madre. La festa Pagana di Mabon fu ed è celebrata in suo onore, ogni anno all’Equinozio Autunnale (21 settembre). Durante questa ricorrenza chi voleva diventare Re doveva invocare la potente Regina Maeve ed essere invitati dal potente spirito a bere il suo idromele. Questo avrebbe assicurato al Re una moglie, dei figli e una iniziazione ai misteri delle donne.

Ma ora veniamo alla storia.

Maeve era la  figlia di Eochaid Feidlech Re di tutta l’Irlanda. La sua smisurata ambizione non si fermava davanti a nulla e per riuscire ad ottenere ciò che desiderava non esitava a sedurre uomini che potessero assicurarle vantaggi economici ed una posizione di prestigio.

Diviene infatti la sposa del Re dell’Ulster, Conchobar Mac Nessa, al quale diede un figlio, ma il matrimonio in pochi anni fallì, poiché Maeve era sempre alla ricerca di qualcosa di più.
Decise di lasciare il marito, Re dell’Ulster per unirsi in matrimonio con il Re del Connaught Eochaid, ma ben presto anche questa unione fu destinata a fallire in quanto Maeve, piuttosto volubile, si innamorò del giovane nipote di quest’ultimo,  Ailill mac Máta, che ucciso lo zio salì al trono al fianco della Regina Maeve. Tuttavia subito dopo incontra il suo favorito amante, Fergus mac Róich, ex sovrano dell’Ulster.

Nel frattempo Conchobar Mac Nessa decise di prendere di nuovo moglie. La scelta ricadde sulla sorella di Maeve che rimase incinta del re dell’Ulster. Maeve considerò che il futuro nipote potesse essere una minaccia per il suo regno, così decise di uccidere la sorella per assicurarsi la morte anche del nascituro. Nonostante questo riuscirono a portare alla luce il bambino, che venne chiamato Forbuidhe figlio di Conchobar.

A quel tempo la ricchezza di un sovrano era rappresentata dalla quantità di bestiame posseduto oltre che dalle terre. Ailill era proprietario del toro dalle bianche corna e poiché Maeve voleva essere a suo pari quanto a ricchezza, cercò di negoziare con l’Ulster per ottenere il Toro Bruno di Cooley, ma i sovrani si rifiutarono di venderglielo. Fu così che la regina guerriera del Connaught  diede inizio a una guerra sanguinosa contro il regno dell’Ulster.

Ci sono opinioni discordanti su quale fu l’esito della battaglia.
Una delle tante versioni racconta che Maeve riuscì ad ottenere il toro, nonostante subì numerose perdite tra le sue file. Ma oltre il danno la beffa!! I due tori, successivamente, si uccisero durante un combattimento.

L’assassinio di Maeve

Secondo quanto si apprende dal Ciclo dell’Ulster, la leggendaria regina fu uccisa dal nipote Forbuidhe con un ingegnoso stratagemma, per l’epoca.
La forza della sovranità di Maeve sembra derivasse dalla terra; ritiratasi sull’isola di Clothrann sul Lough Ribh, Maeve è obbligata a immergersi ogni mattina nel pozzo del luogo, per rinnovare probabilmente la sua giovinezza e la sua virtù sovrana.

Sarà uccisa proprio in questo luogo da Forbuidhe figlio di Conchobar, che, venuto a conoscenza dell’usanza della regina, aveva studiato nei minimi particolari come colpirla a distanza con la fionda senza che lei lo scorgesse: Maeve viene centrata da un sasso in piena fronte e muore all’istante.

C’è chi dice che in realtà Forbuidhe le scagliò un grosso pezzo di formaggio, ma poco importa.  Ciò che conta è che Maeve è stata sepolta in piedi, all’interno di questo ziggurat di pietre sul monte Knocknarea, a Sligo, con il volto rivolto verso i suoi nemici in Ulster per significare ancora una volta la sua potenza e la sua forza.

La Regina Maeve ha catturato la fantasia di molti scrittori che hanno impresso il suo magico essere nei loro componimenti. Ne è un esempio il monologo di Mercuzio in “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare:
“Vi racconterò della REGINA MADB… Lei è la levatrice delle fate e viene in forma non più grossa di una pietra d’agata sull’indice di un assessore ed è tirata da un equipaggio di piccoli atomi sui nasi degli uomini mentre sono addormentati.”

 

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