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I TÚATHA DÉ DANANN TRA STORIA E MITO

La quarta invasione che giunse dal mare a occupare “Ériu” (il nome antico dell’Irlanda) fu quella dei “Túatha Dé Danann”, le “tribù degli dèi di Danann”. Questi erano gli antenati degli irlandesi – e di tutti i popoli che si stanziarono in quelle terre successivamente – e adoravano la Grande Madre, la Dea Danu (In analogia con la dea indiana Danu e ad altre figure simili, si suppone che sia la dea madre delle acque). La stessa Irlanda, ad una attenta analisi, ad esempio è piena di toponimi Dun (ad esempio Duncan, leggi “Dancan”), ma anche Dan stesso (Danny boy ecc.). Originariamente questi grandi conquistatori erano conosciuti semplicemente come Tuatha Dé (=Popolo di Dio), ma ciò pose un problema per i monaci irlandesi che misero per iscritto la loro storia poiché secondo le tradizioni cattoliche erano gli israeliti il popolo di Dio. Così i primi abitanti dell’Irlanda furono rinominati “le Túatha Dé Danann”. Si dice che i Túatha Dé Danann presero questo nome da tre loro giovani, figli di una certa Danann, così abili e sapienti nelle arti druidiche, nelle arti della guerra e dalla grandissima capacità in campo edilizio che furono addirittura chiamati i “tre dèi di Danann”. Le donne soprattutto vi svolgevano un ruolo di primo piano, che rifletteva l’uguaglianza e la parità dei sessi presente sull’isola prima della loro integrazione con il resto dei popoli europei.

Gli studiosi di oggi conoscono per la maggior parte l’ondata finale dei vincitori, i Milesi (figli di Mil, uno dei discendenti del biblico Noè), che raggiunsero l’Irlanda dalla Spagna nel IV secolo a.C. per vendicare la morte del loro zio Ith, ucciso appunto dai Túatha Dé Danann. I discendenti di questi Milesi erano i Celti di Erin, chiamati anche Gaeli. A tal proposito in uno dei poemi irlandesi, il “Lebor Gabála Érenn” (“il libro della presa dell’Irlanda”), si narra ad esempio che le divinità femminili dei “Túatha Dé Danann” presero per marito proprio i gaelici quando questi invasero e colonizzarono l’Irlanda.

Ci sono molte corrispondenze linguistiche e non solo tra i leggendari Túatha Dé Danann e molti popoli presenti un po’ ovunque nel mondo antico. Una in particolare è sorprendente, quella con gli Shardana o Sherden (che significa “i prìncipi di Dan”), i grandi popoli navigatori del mare. Si dice, ma non v’è certezza, che abbiano colonizzato anche la Sardegna antica (alcuni studiosi credono che la Sardegna sia la loro patria d’origine) costruendo molti monumenti come nuraghi e “ziggurat”, di cui ereditarono lo stile direttamente dalla Mesopotamia.

È possibile che i Túatha Dé Danann siano arrivati in Grecia dalle isole settentrionali del mondo, anche se su questo punto le fonti non sono molto chiare. Gli Ateniesi, in guerra con i Filistei, si rivolsero allora ai Túatha Dé Danann, i cui druidi erano esperti nelle arti pagane. Essi cominciarono a dar forma a spiriti diabolici che insufflarono nei corpi dei cadaveri caduti sul campo di battaglia, e quelli si levarono dal sonno della morte e tornarono a rinsaldare le fila scomposte degli eserciti ateniesi. I Filistei, stupefatti nel vedere coloro che avevano ucciso il giorno prima scendere nuovamente in campo l’indomani, informarono i loro druidi dell’accaduto. Il più vecchio di essi consigliò ai guerrieri di osservare bene il campo di battaglia e di piantare nella nuca degli uccisi dei pioli di nòcciolo: in questo modo, se era per intervento di arti negromantiche che i caduti tornavano a vivere, i corpi si sarebbero immediatamente putrefatti; ma al contrario, se veramente essi erano resuscitati dalla morte per volere divino, i cadaveri non avrebbero più sofferto disfacimento e corruzione. Alla fine però i Filistei presero il sopravvento e ricordando come i Túatha Dé Danann si fossero schierati contro di loro, decisero di vendicarsi e di attaccarli. Non appena i Túatha Dé Danann appresero le intenzioni dei Filistei, fuggirono di nuovo sul mare e rivolsero le prue verso nord.

Fuggiti dalla Grecia, i Túatha Dé Danann giunsero dapprima nel paese di Lochlann [la Norvegia], dove avevano il loro regno i Fomóire. Descritti ora come pirati provenienti dal mare, ora come deformi giganti, nel ciclo delle invasioni i Fomoriani sono i tradizionali antagonisti che disputarono il dominio di Ériu alle varie popolazioni che giunsero sull’isola. I Túatha Dé Danann furono ben accolti dalle genti del Lochlann, in quanto vi erano tra loro persone esperte in molte discipline e abili in tutte le arti e le tecniche. Si allearono con i Fomóire e vi furono anche tra i due popoli delle unioni matrimoniali. I Túatha Dé Danann insegnarono ai giovani di questo paese le arti e le tecniche di cui erano a conoscenza ma, sia come sia, dopo essere rimasti per qualche tempo nel Lochlann, decisero di mettersi in mare ancora una volta. Loro sovrano era a quel tempo Núada mac Echtaich. Egli guidò i Túatha Dé Danann nel nord di Alba [la Scozia], che a quell’epoca era controllata anch’essa dai Fomóire, e vi rimasero sette anni, stanziandosi tra le località di Dobar e Iardobar. Quando le loro genti furono divenute numerose, i Túatha Dé Danann decisero di invadere Ériu ai danni dei Fir Bolg, uno dei popoli che vissero in Irlanda prima dell’arrivo dei Túatha Dé Danann, descritti come creature sovrumane, dagli attributi a volte mostruosi, che avevano precedentemente conquistato la Verde Isola e che furono costretti a cedere ai Dé Danann dopo essere stati sconfitti nella Cét-chath Maige Tuired (“Prima battaglia di Mag Tuired”).

Cath Maige Tuired (La battaglia di Mag Tuired) è il nome di due saghe del “Ciclo mitologico”, uno dei quattro cicli principali della mitologia irlandese, descriventi le battaglie combattute dal popolo divino dei Túatha Dé Danann per ottenere il controllo sull’Irlanda. Nonostante il nome in comune, la tradizione colloca il luogo fisico dei due scontri in diverse località dell’antico regno del Connacht: la prima battaglia si consumò presso Cong, nella contea di Mayo, al confine con la contea di Galway; la seconda si svolse a Lough Arrow, nella contea di Sligo.

In tutti i loro spostamenti, dalle isole settentrionali del mondo, dalla Grecia al Lochlann, e di qui in Alba e infine in Ériu, i Túatha Dé Danann non avevano trascurato di portare i loro quattro tesori. Fálias, Gorias, Finias e Murias erano le quattro città delle isole boreali da cui i Túatha Dé Dánann impararono le dottrine segrete e le arti diaboliche. Da ciascuna di esse i Túatha Dé Danann portarono uno dei loro quattro tesori. Ne parlammo anche in un altro articolo dedicato a “The Hill of Tara” .

  1. Da Fálias avevano portato la Lía Fáil, la «pietra [dell’isola] del destino». Questa pietra soleva lanciare un grido allorché veniva calpestata da un re legittimo che stava per assumere la suprema regalità di Ériu;
  2. Da Gorias avevano portato la Sleá Bua, la «lancia della vittoria». Contro questa lancia non fu mai vinta battaglia, né contro chi la tenesse in mano;
  3. Da Finias fu portata la Clíam Solais, la «spada di luce», invincibile quando veniva tratta dal fodero;
  4. Da Murias fu portato il Coire an Dagda, il «calderone del dio buono», il cui contenuto era tale che nessuna compagnia, per quanto numerosa, se ne allontanava insoddisfatta.

Conclusioni

Nelle fonti medievali i Túatha Dé Danann sono il popolo che abitava l’Irlanda prima dei Gaeli. Questo ha spesso portato alcuni studiosi a identificarli con l’una o l’altra popolazione pre-celtica, ad esempio con i costruttori dei megaliti di cui è ricco il paesaggio irlandese. Tale identificazione è però priva di un vero fondamento, in quanto i Túatha Dé Danann sono attestati unicamente nella letteratura medievale e nulla li collega con le testimonianze preistoriche presenti sul suolo d’Irlanda. Non vi sono motivi per ritenere che le narrazioni medievali abbiano una base storica: al contrario, tutto fa ritenere che i Túatha Dé Danann siano personaggi prettamente mitici. Il fatto che siano spesso tratteggiati come esseri sovrumani, dai poteri soprannaturali, fa pensare che si possa essere trattato, in origine, di vere e proprie divinità, poi storicizzate ed evemerizzate dai cronisti medievali, che erano di fede cristiana.

L’evemerismo è una posizione filosofica della religione che sostiene che gli Dèi rappresentino soggetti umani divinizzati, attraverso processi di trasformazione e dovuti alla tradizione orale che ne ha tramandato la memoria

Secondo la tradizione, inoltre, i Tuatha Dé Danann sono considerati i costruttori dei molti siti megalitici presenti in Irlanda, e in varie zone europee, come ad esempio quello di “Stonehenge”.

Il poeta W. Butler Yeats, parlando dei Túatha Dé Danann, fornisce tre risposte sulla loro identità:

Chi sono costoro? «Angeli caduti che non erano abbastanza buoni da essere salvati, né abbastanza cattivi da essere cancellati» dicono i contadini. «Gli dèi della terra» dice il Libro di Armagh. «Gli dèi dell’Irlanda pagana» dicono alcuni studiosi di storia, «gli dèi deiTúatha Dé Danann, che, quando non furono più venerati e nutriti con le offerte, si rimpicciolirono secondo l’immaginazione popolare, e ora sono alti solo poche spanne». […]. Non pensate tuttavia che le fate siano sempre piccole. Nel loro mondo tutto è capriccioso, anche la loro statura. W.B. Yeats: Irish Fairy and Folk Tales

Ringraziamenti: http://bifrost.it/CELTI/6.TuathaDeDanann/01-TuathaDeDanann.html – https://it.wikipedia.org/wiki/Túatha_Dé_Danann – https://it.wikipedia.org/wiki/Evemerismo

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