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Le Divinità dei Túatha Dé Danann- Parte 2

Continuiamo la seconda parte di questa mini serie che descrive le Divinità dei Túatha Dé Danann. La prima parte la trovate qui .

Angus Og

Angus Og (Angus il giovane) è il figlio che il Dagda ebbe da Boanna (il fiume Boyne); si diceva che possedesse un palazzo a New Grange, sulle rive del Boyne. Intorno alla sua testa svolazzavano quattro uccelli multicolori, che erano definiti i suoi baci e il cui canto affascinava fanciulli e fanciulle, poiché Angus Og era il dio dell’Amore. Associata a giovinezza, bellezza, musica, e fascino, questa divinità incarna le qualità di Afrodite e di Adone, il che dice molto sulla psicologia dei celti in relazione al loro equilibrio anima/animus.

Len di Killarney

Fratello del Dagda, Len era orafo e fu colui che conferì gli antichi nomi dei Laghi a Killarney (un tempo Locha Lein, i Laghi di Len dai Molti Martelli). Lavorava il metallo sulla riva del lago, circondato da arcobaleni e da zampilli di rugiada ardente.

Midir il Superbo

Anch’egli figlio del Dagda, Midir viene descritto in modo lusinghiero come un giovane di grande raffinatezza e bellezza fisica, molto etereo e di natura simile a quella di una fata, che si manifesta di rado e solo a pochi prescelti. Si dice che indossasse una tunica color porpora, avesse capelli biondo oro lunghi fino alle estremità delle spalle e occhi lucenti e grigi. In una mano recava una lancia molto appuntita e nell’altra uno scudo con al centro una borchia bianca tempestata d’oro e pietre preziose. Alcuni studiosi di storia e mitologia antica lo descrivono come un dio goidelico dell’Altro Mondo abitante in un castello sull’Isola di Mananan (Isola di Man) presso il cui cancello sostavano tre cicogne che avevano il compito di diffidare i viaggiatori dall’entrare. Le cicogne, che creano un nesso con l’efesina Artemide, sono state considerate simboli di fertilità fino all’epoca edoardiana, durante la quale venivano spesso raffigurate su vasi e oggetti d’arte.

Nuada dalla Mano d’Argento

Nuada era il Custode di uno dei Doni magici dei Túatha Dé Danann: la spada invincibile che una volta sfoderata era tanto potente da non lasciarsi sfuggire alcun nemico. Questo attributo lo designa con certezza quasi assoluta come una delle divinità veramente antiche dei Danaan. Sebbene la tradizione voglia che fosse ucciso durante la seconda battaglia di Moytura, regna un po’ di confusione su quella che fu realmente la sua sorte. La soluzione di questo problema è certamente ravvisabile nell’arrivo sulla scena di Lugh, il quale rappresenta l’avvento del culto solare che senza dubbio usurpò la più antica religione di orientamento lunare, dalmomento che l’argento viene sempre associato alla Luna.
L’Irlanda è stata sempre terra di conquista da parte dei popoli nordici e si racconta che a Nuada fu applicata una protesi d’argento dopo che perse il braccio in seguito alla battaglia che affrontò scontrandosi col campione dei Fir BolgSreng.

Ringraziamenti: Murry Hope “I Celti” ed. Armenia

Féach tú go luath

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