Il Blog per chi ama l'Irlanda

Perché l’Irlanda

Storia di un sogno

Siamo nel 1976, primavera …. forse. Erano i tempi delle prime radio libere e ruotando la manopola della sintonia c’era solo l’imbarazzo della scelta. Si captavano tanti segnali, tante trasmissioni il più delle volte organizzate in modo approssimativo, solo per il gusto, la libertà di farsi sentire via etere. Fu così che un giorno, in modo apparentemente casuale (sì, nulla succede per caso) ascoltai un brano di un gruppo allora per me totalmente sconosciuto: I Chieftains (I condottieri) e poi un altro brano, di un artista bretone allora altrettanto sconosciuto: Alan Stivell. Fu amore a prima vista o meglio, a primo ascolto ….. non avrei mai potuto immaginare quanto questa musica sarebbe diventata per me sempre più importante col passare degli anni.

Il brano dei Chieftains era parte di un medley (un medley consiste nell’esecuzione di due o più brani senza soluzione di continuità, generalmente in una versione più breve dell’originale) dal titolo pressochè impronunciabile e si trattava di un reel, una danza popolare di origine incerta, diffusa prevalentemente in Scozia e Irlanda.

Medley? Reel? Boh? allora ero comunque preso dal ritmo irrefrenabile del brano e la voglia di muoversi a ritmo di musica, pur senza avere la minima idea di come si danzasse, era quasi irresistibile. Il brano di Alan Stivell si intitola “Susy McGuire” e va ricordato che allora i generi musicali maggiormente ascoltati erano il progressive, l’hard rock, il glam rock e, ovviamente i cantautori italiani. Percepii quindi questa canzone e ne fui profondamente affascinato perché si trattava di qualcosa assolutamente diverso e lontano dalle armonie del momento. La sua melodia mi produceva una sensazione di “eternità”, di superamento dei limiti temporali, di misticismo ….. impossibile allora da descrivere a parole. Inevitabilmente ho subito deciso di approfondire la conoscenza, comprando qualche vinile sia dei Chieftains che di Alan Stivell, ma allora non esisteva internet e documentarsi non era per niente facile, mi dovevo affidare a qualche rivista specializzata o a qualche negoziante illuminato.

In effetti avevo avuto qualche esperienza di ascolto simile in precedenza, perché conoscevo già Fairport Convention e Steeleye Span e trovavo molto “divertente” l’ascolto della cornamusa. Niente però a che vedere con l’intensità delle sensazioni provate ascoltando quei brani. Da allora una storia che dura da più di quarant’anni fatta di ascolti, letture, del primo viaggio nel Regno Unito, poi la conoscenza con l’amico Pietro da sempre grande appassionato di cornamusa e ancora, la collaborazione con un’altra emittente prima e in seguito con Northstar Webradio per la conduzione di trasmissioni (non solo) sulla musica celtica e infine, negli ultimi anni, la possibilità di calpestare il suolo dell’Isola di Smeraldo grazie all’ospitalità di Simonetta e Pietro …. E poter finalmente vedere coi miei occhi e vivere quello che fino ad allora avevo solo potuto sognare.

 

Féach tú go luath

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