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RORY GALLAGHER – Autore dallo stile particolare

Qualcuno di voi lo conoscerà di certo o probabilmente ne avrà sentito parlare. Rory Gallagher è stato uno dei più grandi polistrumentisti irlandesi D.O.C. di Rock e Blues di tutti i tempi. Scrivere su di lui non è per niente facile, data la sua fama internazionale e la sua carriera. Viveva per la musica, la sua musica, quella di forte impatto e di grande trasporto.

La sua carriera iniziò negli anni ’60, in un periodo di grande cambiamento epocale che influenzò tutte le arti, compreso il comparto musicale.

Rory Gallagher fu l’unico artista che durante i Troubles nell’Irlanda del Nord, confermò il suo concerto presso la “Ulster Hall” di Belfast e fu un grande successo, sia artistico che musicale, ma soprattutto emotivo ed umano. Proprio in un momento così delicato in Irlanda del Nord, Rory Gallagher combatteva per la pace, a modo suo, emozionando il pubblico.

BIOGRAFIA

Rory Gallagher nacque a Ballyshannon, Co. Donegal, Irlanda il 2 marzo 1948, ma crebbe successivamente a Cork. Nei primi anni della sua infanzia il padre lavorò alla costruzione della centrale idroelettrica di Cathaleen’s Fall sul Fiume Erne sopra la città di Ballyshannon, come impiegato della Irish Electricity Supply Board, la compagnia elettrica statale. Dopo qualche anno la famiglia si trasferì a Derry, dove nacque il fratello minore di Rory, David.

La passione per la musica ed il canto venne trasmessa a Rory Gallagher dalla madre Monica, cantante, la quale si esibì con gli Abbey Players a Ballyshannon nel teatro della città.
Attualmente questo Teatro è chiamato Rory Gallagher Theatre in suo onore.

Entrambi i figli erano inclini alla musica e incoraggiati dai genitori, iniziarono a studiare. A nove anni Rory Gallagher aveva già una chitarra in mano regalata dai genitori. Venne influenzato da grandi artisti dell’epoca, ma soprattutto da Lonnie Donegan, di origini scozzesi, che Rory ascoltava alla radio. Donegan a sua volta si ispirava agli artisti blues e folk statunitensi. Rory ascoltava la radio e alle volte la televisione per imparare. Mentre progrediva l’apprendimento, scoprì Buddy Holly e Eddie Cochran, ma colui che lo colpì di più fu Muddy Waters. Rory Gallagher iniziò così a sperimentare la musica folk imparando a suonare il mandolino, il sassofono contralto, il basso, il banjo e il sitar. Fu nell’adolescenza che iniziò a sperimentare il blues.

Venne così chiamato giovanissimo a suonare con showbands irlandesi. Nel 1963 si unì ad un gruppo chiamato Fontana, un sestetto che suonava i brani di successo di allora. La band venne chiamata a fare un tour in Irlanda e in UK, così Rory, con i guadagni derivanti dai concerti, poté acquistare la sua prima chitarra elettrica: la Fender Stratocaster. Rory Gallagher a quel punto riuscì ad influenzare il repertorio della band, passando dalla musica pop mainstream, sfiorando alcuni brani di Chuck Barry e nel 1965 aveva trasformato la Fontana. A quel punto la band decise di darsi un nuovo nome: “The Impact“.

La band si era guadagnata la possibilità di tour all’estero toccando varie zone dell’Europa, dall’Irlanda fino alla Spagna fino a Londra dove si sciolsero. Allora Rory Gallagher partì con il bassista Oliver Tobin ed il batterista per esisibirsi come trio ad Amburgo in Germania. Nel 1966 Gallagher tornò in Irlanda e, sperimentando altri musicisti a Cork, decise di formare una sua Band.

TASTE

Dopo aver completato l’apprendistato musicale negli showbands e influenzato dalla crescente popolarità dei gruppi beat nei primi anni ’60, Gallagher formò “The Taste”, che venne in seguito ribattezzata semplicemente “Taste”, un trio del rock blues, nel 1966. Inizialmente la band era composta da Gallagher e due musicisti di Cork: Eric Kitteringham (morto 2013) e Norman Damery. Tuttavia, nel 1968, furono sostituiti da due musicisti di Belfast, con Gallagher alla chitarra e voce, il batterista John Wilson e il bassista Richard McCracken.

Esibendosi ampiamente nel Regno Unito, il gruppo ha suonato regolarmente al Marquee Club, supportando sia i “Cream” al loro concerto di addio al Royal Albert Hall , sia al supergruppo blues
“Blind Faith” in un tour del Nord America. Gestito da Eddie Kennedy, il trio ha pubblicato gli album “Taste” and “On The Boards” e due registrazioni dal vivo, “Live Taste” e “Live all’Isola di Wight”. Quest’ultimo è apparso molto tempo dopo la rottura della band poco dopo la loro apparizione al Festival dell’Isola di Wight del 1970.

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CARRIERA SOLISTA

Ma è da solista che Rory Gallagher dà il meglio di sé. Dopo la rottura con i “Taste” andò in tour con il suo stesso nome, ingaggiando l’ex bassista dei “Deep Joy”, Gerry McAvoy, per interpretare l’album del suo debutto che porta il suo nome “Rory Gallagher”. Fu l’inizio di una relazione musicale ventennale tra Gallagher e McAvoy; l’altro membro della band era il batterista Wilgar Campbell. Gli anni ’70 furono il periodo più prolifico di Gallagher. Ha prodotto dieci album in quel decennio, inclusi due album live: “Live in Europe” e “Irish Tour ’74”. Nel novembre del 1971 fu pubblicato l’album “Deuce”.

Anche se ha venduto oltre trenta milioni di album in tutto il mondo, sono state le sue esibizioni dal vivo in maratona a conferirgli il massimo successo. È documentato in “Irish Tour ’74” , un film diretto da Tony Palmer.
Rory Gallagher collaborò con diversi artisti dell’epoca, continuando a comporre instancabilmente. Viveva tra gli spartiti e i teatri, la sua uniche compagne erano la musica e la sua chitarra.

LA MORTE

Negli ultimi anni della sua vita, Gallagher sviluppò la fobia del volo. Costretto a continui spostamenti in aereo a causa dei tours sempre più incalzanti, gli venne prescritto un forte sedativo da assumere poco prima del volo. Il farmaco, combinato con l’uso abituale di alcoolici, provocò gravi danni al fegato. Nonostante questo, continuò a condurre una vita sregolata, senza cancellare gli impegni già presi. Ma durante la sua ultima performance, il 10 gennaio 1995 nei Paesi Bassi, si notarono inesorabilmente le sue condizioni di salute e il tour dovette essere cancellato.
Gallagher fu costretto ad entrare al King’s College Hospital di Londra nel marzo 1995, ed è stato solo allora che la gravità della malattia divenne evidente: il suo fegato stava cedendo e i medici stabilirono che, nonostante la giovane età, un trapianto di fegato era l’unica via possibile. Dopo tredici settimane in terapia intensiva, in attesa di essere trasferito in un centro di convalescenza, la sua salute peggiorò ulteriormente, a causa di una micidiale infezione da stafilococco. Morì il 14 giugno del 1995, all’età di 47 anni. Non si sposò mai ed non ebbe figli.

Rory Gallagher è sepolto nel cimitero di St Oliver, sulla Clash Road, appena fuori Ballincollig, vicino a Cork, in Irlanda. La sua lapide è una replica di un premio ricevuto nel 1972 quale “Chitarrista Internazionale dell’Anno”.

Statua di Rory Gallagher installata nel centro di Ballyshannon, la sua città natale – Photography by Simonetta Ecchia

RORY GALLAGHER INTERNATIONAL TRIBUTE FESTIVAL – BALLYSHANNON, CO DONEGAL

Questo Festival si svolge ogni anno nella città dove nacque il più grande chitarrista al mondo: Ballyshannon. In realtà l’idea di questo festival nacque nel 1948 al Rock Hospital di Ballyshannon, ma dal 2002 venne trasformato in quello che oggi è il “Rory Gallagher International Tribute” che celebra la musica e la vita di Gallagher. Ogni anno oltre 10.000 fan partecipano al Festival provenendo da tutto il mondo.

Quest’anno si terrà la ormai nota manifestazione da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno 2019. Un’occasione da non perdere per chi fosse da quelle parti.

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