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Sir Brian O’Rourke – Condottiero Gaelico del Leitrim

Quest’oggi vi narrerò, cercando di fare un riassunto, le vicende di un impavido Capo Gaelico del Leitrim: Sir Brian O’Rourke.

Come la storia ci racconta, l’Irlanda ha subito varie invasioni, che si articolano in varie fasi caratterizzate da innumerevoli conquiste militari da parte di popolazioni esterne, ma anche culturali e religiose come quella cristiana nei primi secoli dopo Cristo.

Varie popolazioni invasero l’Isola di Smeraldo fin dalla preistoria. I Vichinghi, i Normanni, i cristiani con San Patrizio e le invasioni inglesi hanno modificato e influenzato nel tempo la cultura, le tradizioni e l’aspetto sociale dei primi abitanti dell’isola.

Nel 1171 il re Enrico II d’Inghilterra, al comando di una nutrita flotta, sbarcò a Waterford e occupò le terre irlandesi divenendo il primo sovrano d’Inghilterra a mettere piede in Irlanda. Dopo questo sbarco gli Inglesi non lasceranno più l’Isola di Smeraldo, fino ad inglobarla all’Impero Inglese.

L’isola d’Irlanda cadde interamente in possesso delle forze inglesi a partire dal XVI secolo. Le infrastrutture antiche gaeliche vennero distrutte definitivamente nel XVII secolo con la fuga dei Conti (O’Donnell e O’Neill), dopo la sconfitta irlandese della Guerra dei Nove Anni. Il risultato fu che gli Inglesi imposero le plantations, ovvero l’insediamento di forti comunità inglesi e scozzesi su terre espropriate ai cattolici irlandesi e affidate ai britannici.

La stessa cittadina di Manorhamilton (tradotto letteralmente significa “Maniero di Hamilton) nella contea di Leitrim, dove noi risiediamo, è stata una plantation affidata a Sir Frederick Hamilton, Ufficiale Scozzese.

La più famosa e riuscita plantation fu quella dell’Ulster (che tutt’oggi provoca forti contrasti fra le comunità religiose del luogo), ma ci furono episodi simili di minore entità anche nelle contee di Laois e Offaly.

Le prime plantations avvennero durante la conquista dell’Irlanda da parte della casata dei Tudor. Il governo della Corona, a Dublino, intendeva apparentemente pacificare e anglicizzare il paese sotto il dominio inglese e incorporare le classi dominanti native nell’aristocrazia inglese.

L’intenzione, sempre apparente, del Governo Inglese era di sviluppare l’Irlanda in modo pacifico e affidabile, senza il rischio di ribellione o invasione straniera. Questa politica però fallì, poiché gli irlandesi si ribellarono. Il risultato fu che le terre vennero confiscate a forza per insediare le plantations, per le quali non furono risparmiati spargimenti di sangue.

Il XVII secolo fu il periodo comunque forse più travagliato della storia d’Irlanda. Due periodi di guerra civile (1641-53 e 1689-91) causarono grosse perdite di vite umane e si conclusero con l’espropriazione dei beni della classe dei proprietari terrieri irlandesi e la loro sottomissione alle discriminatorie Leggi penali irlandesi.

Sir Brian O’Rourke

O’Rourke era un membro di una delle più importanti dinastie gaeliche d’Irlanda, insolitamente istruito per l’epoca. I suoi territori comprendevano una vasta zona fra le attuali contee di Leitrim e Sligo e la sua residenza si trovava dove ora sorge Parke’s Castle sulle rive del Lough Gill nella contea di Leitrim, nell’area di Dromahair, di cui parlerò in altro articolo.

Assunse il comando della dinastia a metà del 1560 dopo aver assassinato i suoi fratelli maggiori. Ben presto però il suo territorio a ovest di Bréifne, al confine con l’Ulster, passò sotto l’amministrazione della Presidenza del Connaught appena creata.

Col tempo i Cavalieri Inglesi manifestarono una certa apprensione relativamente la condotta e al carattere di O’Rourke, poiché non era uno che si facesse mettere i piedi in testa tanto facilmente.
Il deputato inglese, Sir Henry Sidney , lo descrisse nel 1575 “come l’uomo più orgoglioso con cui avesse avuto a che fare in Irlanda”. Allo stesso modo, il presidente del Connaught, Sir Nicholas Malby , lo definì “l’uomo più orgoglioso che di questi tempi vive sulla terra”. Un decennio più tardi Sir Edward Waterhouse lo descrisse così: “Persona istruita, ma di natura insolente e orgogliosa e non più obbediente alla Corona Inglese”.

La ribellione di O’Rourke alla Corona Inglese

O’Rourke rimase piuttosto contrariato dall’interferenza inglese nei suoi territori, ma era altrettanto orgoglioso di essere descritto come un importante Capo cattolico.

Nel frattempo la Guerra Anglo-Spagnola era scoppiata, tanto che l’Armada Spagnola (la Flotta Navale di Spagna) raggiunse le coste dell’Irlanda dal versante Atlantico. Ma alcune tempeste che si abbatterono sulla zona, fecero naufragare molti velieri. I resti di uno di questi fu ritrovato nel XIX sec., da alcuni ricercatori e archeologi, sulle spiagge di Rosses Point nei pressi di Sligo.

O’Rourke accolse e assistette almeno un’ottantina di sopravvissuti dell’Armata Spagnola – tra cui Francisco de Cuellar – aiutandoli a lasciare il paese nell’inverno del 1588, rimanendo ben disposto ad accogliere altri profughi spagnoli, se avessero avuto bisogno di appoggio in futuro.  Sebbene non fosse stato proclamato ribelle, oppose una forte resistenza all’autorità Inglese, che non decise comunque di arrestarlo.

Le pressioni di O’Rourke verso il governo crebbero, fino a giungere a delle proprie violenze ai confini della zona occidentale di Breifne. Nel 1589, durante i colloqui di pace, O’Rourke accettò di confermare gli accordi che furono concordati a suo tempo dal nonno quale omaggio della Corona Inglese, ma resistette ai Compositions Term del 1585 e rifiutò di consentire la formazione di un’amministrazione della Corona nella nuova contea di Leitrim.
Fece di tutto insomma affinché il controllo, l’amministrazione e il governo del suo territorio rimanesse sotto il suo dominio e non ad un ente della Corona.

L’arresto di O’Rourke

La pressione aumentò nei territori al confine con la provincia dell’Ulster. Così, nella primavera del 1590, le forze di Sir Richard Bingham (Presidente del Connaught) occuparono West Breifne e O’Rourke fuggì. Nello stesso anno il territorio adiacente di Monaghan fu sequestrato dalla corona dopo l’esecuzione del signore residente, Sir Hugh Roe MacMahon, anche lui ribelle.

Dopo la fuga, O’Rourke finì in Scozia nel febbraio del 1591. Stava cercando non solo asilo, ma anche l’opportunità di reclutare mercenari per contrastare l’occupazione dei suoi territori.

Ma re Giacomo VI gli negò l’udienza, dopo essersi consultato con l’Ambasciatore Inglese. Immediatamente la regina Elisabetta I (basandosi sul trattato di Berwick del 1586) pretese la consegna e la custodia di O’Rourke.

La questione fu affidata al consiglio privato scozzese, che ordinò – a dispetto di alcune obiezioni – l’arresto e la consegna alle corone (inglese e scozzese) del capo irlandese eversivo.

O’Rourke fu arrestato a Glasgow, dove i cittadini cercarono negoziare il permesso per la sua custodia, temendo per il loro commerci da e verso l’Irlanda. La negazione della loro richiesta provocò forte clamore. Per molti dei creditori di O’Rourke, il suo arresto venne considerato un danno economico enorme: temevano di non rientrare del credito che questi vantavano verso O’Rourke, ma l’ambasciatore inglese decise di autorizzare la copertura del debito, risolvendo definitivamente la questione.

O’Rourke fu espulso da Glasgow nel pomeriggio del 3 aprile 1591, per essere trasferito a Londra, nel bel mezzo di una sommossa. Due navi sulla costa occidentale furono saccheggiate da gruppi irlandesi, dopo che alcuni equipaggi furono uccisi in segno di protesta per il trattamento riservato ad O’Rourke.

L’esecuzione capitale

O’Rourke venne rinchiuso nella Torre di Londra in attesa di processo.

Sebbene le prove di tradimento nel periodo Tudor avessero più a che fare con l’aspetto politico che con l’amministrazione della giustizia, la questione era controversa.
Il collegio giudicante si domandò se l’Inghilterra fosse stato il territorio più appropriato per processare O’Rourke di tradimento, dato che il reato fu commesso in Irlanda.
I giudici espressero un’opinione mista e preliminare, secondo cui il processo avrebbe avuto luogo in base ad uno statuto emanato da Enrico VIII riguardante il tradimento.

Nel frattempo, la lista dei capi d’accusa contro O’Rourke fu portata a Dublino, alla quale se ne aggiunse un’ulteriore da parte di una giuria di Sligo.

Queste questioni furono trasferite in Inghilterra, dove il gran giurì del Middlesex trovò prove di vari reati di tradimento, le più sostanziali delle quali riguardavano:

  • l’assistenza fornita ai sopravvissuti dell’Armada Spagnola;
  • il tentativo di raccogliere mercenari in Scozia;
  • e varie incursioni armate fatte da O’Rourke in Sligo e Roscommon.

O’Rourke fu chiamato a giudizio il 28 ottobre 1591 e l’accusa fu tradotta per lui in irlandese da un madrelingua. A fine processo O’Rourke fu condannato a morte.

Il 3 novembre 1591, O’Rourke subì l’esecuzione della condanna per impiccagione e squartatura.

Francis Bacon, in un suo saggio, fece riferimento ad un ribelle irlandese impiccato a Londra, il quale chiese che la sentenza fosse eseguita non con una cavezza, ma con una corda di salice appassito, più comune tra gli irlandesi. E’ probabile che O’Rourke fosse il ribelle a cui Bacon si riferì.

“When we drink, we get drunk. When we get drunk, we fall asleep. When we fall asleep, we commit no sin. When we commit no sin, we go to heaven. Sooo, let’s all get drunk and go to heaven.”
“Quando beviamo, ci ubriachiamo. Quando ci ubriachiamo, ci addormentiamo. Quando ci addormentiamo, non commettiamo peccati. Quando non commettiamo peccati andiamo in paradiso. Quindi, ubriachiamoci tutti e andiamo in paradiso” – Brian O’Rourke, Membro della Resistenza Irlandese contro gli Inglesi fino alla sua esecuzione avvenuta nel 1591

 

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