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Classiebawn Castle: il Castello maledetto di Lord Mountbatten

Se Sligo, Rosses Point, Lough Gill e Glencar Waterfall sono stati i luoghi in cui  William Butler Yeats crebbe e che amò, in questo articolo voglio descrivere qualcosa che ha caratterizzato la storia recente: le vicende di Classiebawn Castle. La nostra gita parte proprio da Sligo e percorreremo un breve tratto della Wild Atlantic Way.

Sligo è spesso definita come il Crocevia del Nord dato che la sua posizione strategica, per chi giunge da qualsiasi parte dell’Isola, consente di proseguire verso nord nella contea di Donegal oppure nel Nord Irlanda. Infatti Sligo si trova proprio sulla Wild Atlantic Way.

La Wild Atlantic Way è uno splendido percorso che prende inizio da Cork, nel sud dell’Irlanda,  e si snoda in una moltitudine di strade principali, secondarie e panoramiche per 2.500 Km lungo tutta la costa ovest dell’Irlanda fino ad arrivare a Malin Head – nella contea del Donegal – la punta più a Nord dell’Isola di Smeraldo.

La Wild Atlantic Way è tutta da scoprire e da vivere con un senso di appartenenza alla natura e alla magia di questi luoghi.

Ed ora accendiamo il motore della nostra auto per portarvi verso una località dal panorama incantevole.

Ecco, siamo partiti! Ci dirigiamo verso nord. La strada corre veloce.

Serpeggiando tra curve e salite, prendendo velocità sui tratti rettilinei, ci dirigiamo verso Cliffony. Superiamo Drumcliff e il cimitero della Parrocchia di St. Columba dove riposa, all’ombra del Ben Bulben, William Butler Yeats del quale abbiamo già parlato in un altro articolo.

Lungo la strada si chiacchiera e ci si confronta fra una risata e l’altra ascoltando Irish Music.

Classiebawn Castle

Ad un certo punto il nostro sguardo volge verso sinistra, là dove si comincia a scorgere la costa. In fondo svetta un castello misterioso, la cui storia recente è legata a Lord Mountbatten.

Giungiamo a Cliffony e svoltiamo a sinistra verso Mullaghmore.

Adagiata come un gioiello sull’Atlantico e circondata da magnifici paesaggi di montagna, mare e laghi, Mullaghmore ha attratto molti visitatori per praticare i suoi numerosi sport acquatici: nautica, vela, pesca d’altura, nuoto o semplicemente per oziare sulle sue bellissime spiagge.

Il villaggio si è trasformato, in un tempo relativamente breve, da una semplice società di sussistenza ad un popolare luogo di villeggiatura. Però le piccole fattorie, i contadini e i pescatori, i “coraggiosi contadini” sono spariti, tranne qualche allevatore di bestiame.

La strada costeggia l’immensa tenuta che attornia il castello, il quale ha una storia tutta da raccontare.

Considerato da molti come un castello da favola, Classiebawn Castle è probabilmente uno degli edifici più fotografati della contea di Sligo.

Disteso su una collina nei pressi del villaggio di Mullaghmore, il castello di Classiebawn domina il paesaggio per miglia e miglia.

Classiebawn Castle è una casa di campagna costruita per il Visconte di Palmerston su quella che prima era una proprietà di 4.000 ettari nella penisola di Mullaghmore vicino al villaggio di Cliffony , nella contea di Sligo.  L’attuale castello fu in gran parte costruito nel XIX secolo.

È stato progettato in stile baronale da J. Rawson Carrol, un architetto di Dublino , ed è costruito in arenaria giallo-marrone portata lì con navi dalla contea di Donegal che si scorge, al di là del mare, di fronte a Mullaghmore.

La terra, che un tempo apparteneva alla famiglia O’Connor di Sligo, fu confiscata dal parlamento inglese per ricompensare le persone interessate nel reprimere una ribellione irlandese. Circa 10.000 acri (4.000 ha) di terreno su cui ora sorge Classiebawn furono concessi a Sir John Temple , Maestro dei Rolls in Irlanda.

La proprietà venne ereditata dal terzo Visconte Palmerston , lo statista che ha servito la Gran Bretagna sia come Primo Ministro che come Ministro degli Esteri.

Fu questo Lord Palmerston a commissionare la costruzione dell’attuale forma estetica del castello di Classiebawn,  e del porto di Mullaghmore. La casa non fu completata alla sua morte avvenuta nel 1865, ma lo fu nel 1874 dal suo figliastro e successore,  William Cowper-Temple, successivamente nominato Primo Barone Mount Temple.

Quest’ultimo morì senza figli nel 1888 e la proprietà passò a suo nipote, Anthony Evelyn Melbourne Ashley, secondogenito del settimo conte di Shaftesbury. Evelyn Ashley trascorse un po ‘di tempo lì ogni anno e alla sua morte nel 1907 gli succedette il suo unico figlio, Wilfred William Ashley (in seguito nominato Barone Mount Temple). Trascorse le sue estati al castello con le figlie Edwina , futura Contessa Mountbatten, e Mary (1906-1986), che fu baronessa Delamere dal 1944 al 1955 come seconda moglie (di tre) del 4 ° barone Delamere.

Lord Mountbatten, prozio e mentore del Principe Carlo d’Inghilterra

A seguito della morte di Wilfred William Ashley, la tenuta fu ereditata da Edwina Mountbatten, la Contessa Mountbatten della Birmania, nel 1939 che, con il marito Lord Mountbatten, Ammiraglio della Flotta Britannica, Primo Conte Mountbatten della Birmania e ultimo viceré delle Indie, ha apportato una serie di miglioramenti, installando elettricità e una rete idrica.

Dopo la morte della moglie nel 1960, Lord Mountbatten, trascorse qui le sue estati fino alla sua morte avvenuta nell’agosto del 1979, quando in un attentato, ordito dall’I.R.A., la sua barca fu fatta saltare in aria, dopo che era partito dal porto di Mullaghmore lungo la costa atlantica per una battuta di pesca.

Con lui persero la vita Lady Doreen Brabourne di 83 anni, la suocera della figlia di Mountbatten, che morì il giorno dopo; Nicholas Knatchbull, nipote del conte, che aveva 14 anni, e il suo amico Paul Maxwell. Ed inoltre un ragazzo locale di 15 anni di Killynure, Enniskillen, che aveva lavorato alla preparazione della barca reale per la pesca.

Lord Mountbatten era figlioccio della regina Vittoria e l’imperatore di Russia, viceré dell’India, membro della cerchia ristretta del re.

Il castello e le terre circostanti della tenuta vennero acquistati nel 1991 di Hugh Tunney (1928-2011), un ricco uomo d’affari, commerciante di bestiame di Trillick (contea di Tyrone), che già in anni precedenti aveva affittato il Castello da Lord Mountbatten per tutto il periodo dell’anno.
Un accordo scritto però imponeva a Tunney di lasciare libera la casa nel periodo estivo, a disposizione di Mountbatten.

Visita del Principe Carlo a Sligo e Mullaghmore

Nel maggio 2015 un evento più unico che raro coinvolse proprio questi luoghi.
Sua Altezza il Principe Carlo d’Inghilterra e la consorte Sua Altezza Camilla Shand (meglio conosciuta come Camilla Parker-Bowles, dal cognome del primo marito), Duchessa di Cornovaglia e Principessa del Galles, si recarono a Sligo e Mullaghmore per una missione di riconciliazione fra Irlanda e Gran Bretagna.

“Nell’agosto del 1979, il mio amato prozio, Lord Mountbatten, fu ucciso insieme al suo giovane nipote e al mio figlioccio, Nicholas, e al suo amico, Paul Maxwell , e alla nonna di Nicholas, Lady Brabourne. All’epoca non riuscivo a immaginare come saremmo venuti a patti con l’angoscia di una perdita così profonda. Per me, Lord Mountbatten rappresentava il nonno che non avevo mai avuto. Sembrava quindi che le fondamenta di tutto ciò che avevamo caro nella vita fossero state lacerate irreparabilmente. Sento il dolore delle vittime del conflitto trentennale sull’isola d’Irlanda. L’Irlanda e la Gran Bretagna non devono più essere vittime l’una dell’altra della loro difficile storia. Ora capisco, in modo profondo, l’agonia sopportata da tanti in queste isole di qualsiasi fede, denominazione o tradizione politica.”

Così si espresse il Principe Carlo in una conferenza stampa prima il suo viaggio a Mullaghmore.

Il Principe Carlo e la Duchessa di Cornovaglia parteciparono a un servizio religioso di pace e riconciliazione nella chiesa di San Columba nella vicina Drumcliffe, nel cui cortile è stata posta una targa commemorativa.

Il sole splendeva quella giornata. In silenzio il Ben Bulben osservava di lontano l’evento e forse William Butler Yeats sorrideva soddisfatto, magari pensando a come descrivere con la sua lirica i sentimenti e le emozioni delle persone che vi parteciparono.

Padri, madri, bambini, persone comuni che si erano uniti e stretti ai Reali per cantare insieme la loro ode di speranza.

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