Non è per niente facile parlare e descrivere “Linea di San Michele Arcangelo” , che sappiamo avere un significato esoterico importante.

Abbiamo già parlato della correlazione tra l’Abbazia di Mont Saint Michel e i Celti . Nonostante ciò abbiamo esplorato nuove vie per capirne di più. È un tema affascinante, a metà tra storia, spiritualità e mito.
Secondo una tradizione antica, esisterebbe una linea retta perfetta che attraversa l’Europa (e oltre), collegando santuari dedicati a San Michele Arcangelo, il guerriero celeste che sconfigge il male.
Questa linea andrebbe idealmente: dall’Irlanda fino alla Terra Santa, seguendo il percorso del sole nei giorni di equinozio.
La Linea di San Michele Arcangelo
La linea inizia proprio in Irlanda da Skellig Michael. In gaelico Sceilig Mhichíl significa “roccia di Michele” è un’isola estrema al largo del Kerry, dove tra VI e VII secolo i monaci dedicarono un monastero a San Michele Arcangelo. Arroccato su una roccia in mezzo all’oceano, il sito incarna ascesi, isolamento e ricerca del divino. Per la tradizione, segna l’inizio occidentale della Linea di San Michele, il luogo in cui la terra finisce e comincia il sacro.
La Linea di San Michele Arcangelo è un enigmatico allineamento di sette santuari, disposti lungo una linea retta che si estende dall’Irlanda fino a Israele. Questo percorso, lungo migliaia di chilometri, è legato alla figura di Michele, l’angelo guerriero menzionato nelle tradizioni cristiane, e secondo la leggenda sarebbe stata tracciata dal santo stesso per simboleggiare la lotta contro il male. In realtà, alcuni studiosi di esoterismo considerano questa linea come la trasposizione visibile dei 7 chakra.
Sette Monasteri, sette chakra
I sette chakra sono centri energetici dove scorre l’energia del nostro corpo e per quanto riguarda invece il nostro pianeta, sembra che i sette santuari siano l’esatto incontro dei sette chakra terreni.
Nell’immagine qui sotto vedete i punti colorati esattamente come lo sono i chakra del nostro corpo umano:
- Monastero di Monte Carmelo in Israele di colore rosso. E’ il chakra della radice, gestisce la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l’atto sessuale.
- Monastero di San Michele Arcangelo di Panormitis di colore arancione. E’ il chakra sacrale quello che governa il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.
In Italia abbiamo due dei più importanti punti energetici. La distanza tra i due santuari italiani é di 1000 km. Esattamente la stessa distanza che intercorre tra quello francese e quello piemontese. Quale dunque il significato di questa equidistanza e, soprattutto, quale sarebbe il compito dell’Italia?
- Monte Sant’Angelo in Puglia di colore giallo. E’ il chakra del plesso solare, che dà la capacità di agire energicamente, la volontà, l’autostima e l’autonomia personale. In senso spirituale è l’essenza attiva di cui siamo stati dotati.
- Sacra di San Michele in Piemonte di colore verde. E’ il chakra del cuore, che dà la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.
A salire troviamo:
- Mont Saint Michel in Francia di colore azzurro. E’ il chakra della gola, che gestisce la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il chackra della gola è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l’altrove, l’essere in comunicazione con dimensioni che superano l’umano.
- St. Michael’s Mount in Cornovaglia di colore indaco. E’ il chakra del terzo occhio, che gestisce la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.
- Skellig Michael in Irlanda di colore blu. E’ il chakra della corona, che gestisce la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l’autorealizzazione.
“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu piú posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana, e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli” (Apocalisse 12/7-9)

La Montagna Sacra
Nel 708, Uberto, vescovo di Avranches, fa erigere sul Mont-tombe un santuario in onore dell’Arcangelo. Ciò fa sì che ben presto il monte diventa un’importante meta di pellegrinaggio.
Nel X secolo, il duca di Normandia vi porta dei monaci benedettini, mentre più in basso si va sviluppando un piccolo centro abitato che nel XIV secolo si estende ormai fino ai piedi della rupe.
Una moltitudine di funzioni
Fu una roccaforte inespugnabile durante la guerra dei Cent’anni, ma è anche un esempio di architettura militare. I bastioni e le fortificazioni del borgo resistono a tutti gli assalti inglesi trasformando il monte in un luogo simbolico dell’identità nazionale francese. Dopo l’espulsione dei monaci durante la Rivoluzione, l’abbazia venne utilizzata come prigione fino al 1863.
Un bene unico e universale
Divenuto monumento storico nel 1874, il sito è stato oggetto di imporanti opere di restauro protrattesi fino ai giorni nostri. E’ grazie a tali opere che i visitatori possono ammirare lo splendore dell’abbazia in cui gli uomini del Medioevo vedevano una rappresentazione terrena della Gerusalemme celeste, l’immagine stessa del paradiso.
Dal 1979, Mont Saint Michel è iscritto nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
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