Il Blog per chi ama l'Irlanda

Diarmuid e Grainne

Mano a mano che ci introduce nella tradizione celtica irlandese, si vengono a scoprire storie e leggende quasi sconosciute. Risalgono a tempi antichissimi che sono narrati nei Cicli Epici Bardici irlandesi. Cicli Epici che si possono paragonare ai quelli Greci o Latini.
La storia che voglio raccontarvi probabilmente per alcuni di voi non sarà nuova, ma è pur sempre romantica. Quando l’Amore vero è profondo, sfida ogni avversità e la storia diventa leggenda.

L’Alto Re d’Irlanda Cormac MacAirt aveva una figlia bellissima corteggiata da tutti i più grandi valorosi condottieri celtici. La Principessa Grainne dai capelli dorati e gli occhi color dell’oceano, era dolce, amabile e abile in tante arti e nel canto. Ammaliò Principi e Capi tribù non solo giovani ma anche un po’ più anziani come Fionn MacCool – capo dei Fianna -, che stava sì invecchiando, ma su di lei aveva messo gli occhi addosso. Effettivamente Fionn McCool si era messo in testa di chiederla in moglie e sarebbe diventata la sua seconda consorte.

Deciso a portare a termine i suoi propositi Fionn McCool si presentò, con i suoi cavalieri, alla reggia di Cormac MacAirt e con tutti gli onori chiese la mano di Grainne che accettò di buon grado, solo per accontentare il padre. Non c’era amore in quell’unione e lei lo sapeva, ma pensava che col tempo le cose sarebbero cambiate. Fu organizzata una grande festa di fidanzamento con danze e un grande banchetto per celebrare i futuri sposi. Ma quella stessa sera a Grainne fu presentato uno dei più valorosi guerrieri al seguito di Fionn e suo pupillo: Diarmuid O’Duibhne. Lei non si aspettava di trovarsi davanti un bel giovane, forte e impavido guerriero. Le batté forte il cuore quando i loro sguardi si incrociarono. Un sentimento così forte non le era mai capitato di provarlo. Iniziarono le danze e lei, non si risparmiò. Ballò come mai aveva fatto e gli occhi, quella sera, erano tutti incentrati su di lei. Diarmuid, non da meno, le fece pariglia accompagnandola più volte in un giro di danze assai sensuali e appassionate. Nessuno dei due si curava dei commensali che godevano del piacere di osservarli. Fu amore a prima vista per Grainne nonostante fosse già stata data in sposa.
A quel punto Grainne era pronta a tutto pur di avere Diarmuid tutto per sé. Con uno stratagemma drogò l’intero gruppo di commensali che si addormentarono in un sonno profondo, eccetto Diarmuid, al quale confessò il suo amore. Ma Diarmuid a quel punto, fedele al suo leader Fionn, rifiutò le avance di Grainne. Lei però non si diede per vinta. Praticò un incantesimo (geasa in gaelico) a Diarmuid per farlo innamorare a tal punto che non avrebbe più potuto vivere senza di lei.

L’incantesimo su Diarmuid funzionò e quella stessa notte scapparono insieme. Nel frattempo anche Fionn, ripresosi dai postumi della droga che aveva inconsapevolmente ingerito, si rese conto che la ragazza era fuggita con il suo pupillo e decise di inseguirli con tutto il seguito dei suoi uomini. I due fuggitivi cercarono di dileguarsi senza lasciare tracce,  incessantemente nascondendosi in ogni grotta, sotto gli alberi o capanne in ogni dove pur di non essere ritrovati. Una leggenda locale dice che di notte giacevano insieme in luoghi ben protetti e di giorno riprendevano la corsa per non farsi trovare.

Dopo molti anni di questa vita di fughe e di nascondigli, Grainne rimase incinta del figlio di Diarmuid, ma il destino stava per raggiungerli. Un giorno capitarono in una zona desertica. Non c’erano alberi, né grotte né altri nascondigli utili per ripararsi e non farsi notare. Fionn e i suoi uomini stavano per raggiungerli, quando Diarmuid e Grainne si imbatterono in un grosso cinghiale proprio nella brughiera sotto al Benbulben nella contea di Sligo. Per Diarmuid era un brutto presagio poiché sapeva (così dice la leggenda) che l’unica creatura vivente che poteva danneggiarlo era proprio un cinghiale. Mentre l’animale si preparava a caricare, Diarmuid, per proteggere Grainne in stato avanzato di gravidanza, commise l’ultimo atto disperato: affrontò il cinghiale fino alla morte. L’impavido guerriero uccise il cinghiale con la sua spada, ma nel contempo subì un incantesimo da parte dello stesso animale morente che riuscì, in questo modo, a ferirlo mortalmente.

Anche Fionn e i suoi uomini stavano per incontrare la loro “preda”, ma scoprirono che Diarmuid stava morendo fra le braccia gravide di Grainne disperata. Sapeva che aveva solo una possibilità di salvare Diarmuid: implorò pietà a Fionn chiedendogli di salvare il suo ex pupillo curandolo con acqua di fonte, che trattenuta nelle sue mani magiche, avrebbero rimarginato la ferita e fermato il sangue che usciva copiosamente. Fionn rifiutò e preso dal risentimento ferì a morte il suo ex pupillo. Gli uomini di Fionn conoscevano i poteri soprannaturali del loro capo e lo pregarono di aiutare il grande guerriero a vivere, ma Fionn rifiutò ancora una volta. Il figlio di Fionn, Oisin, a questo punto, sfidò il padre e minacciò di ucciderlo se non avesse accettato di aiutare Diarmuid. Fionn allora si recò alla fonte per prendere l’acqua con la quale avrebbe curato Diarmuid. Ma ormai era troppo tardi. Quando Fionn tornò, Diarmuid già correva in cielo insieme alle nuvole della notte, che il vento portava verso Nord. Il suo spirito volava libero mentre il suo corpo, martoriato dalle ferite, giaceva esanime fra le braccia della sua Grainne.

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