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JANE WILDE, Speranza of the Nation

Jane Francesca Elgee, nota come Lady Wilde nacque in Irlanda nel dicembre del 1821 e morì a Londra nel 1896. Il suo bisnonno era un italiano che si trasferì a Wexford nel XVIII secolo. Poetessa e scrittrice irlandese, si batté strenuamente per i diritti civili delle donne e pubblicò sotto lo pseudonimo di “Speranza” poemi a favore dell’indipendenza irlandese, tanto da essere soprannominata “Speranza of the Nation”. Linguista di talento, pubblicò diverse traduzioni di opere francesi e tedesche. Sposò Sir William Wilde , un chirurgo oculista, il 12 novembre 1851 nella chiesa di San Pietro a Dublino, e ebbe tre figli: William Charles Kingsbury Wilde (1852-1899), Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde (1854-1900), e Isola Francesca Emily Wilde (1857-1867). Il figlio maggiore, William Wilde, divenne giornalista e poeta, il suo figlio minore Oscar Wilde divenne uno scrittore prolifico e famoso e la figlia Isola Wilde morì durante l’infanzia.

 

Attivismo politico

Lady Wilde scrisse per il movimento Young Ireland degli anni ’40 del XIX secolo, pubblicando poesie in The Nation sotto lo pseudonimo di Speranza . Le sue opere includevano l’indipendenza filo-irlandese e scritti anti-britannici. Charles Gavan Duffy era l’editore del giornale quando “Speranza” scrisse un commento che invitava a prendere in considerazione la lotta armata in Irlanda. La conseguenza fu che le autorità chiusero il giornale e portarono l’editore in tribunale. Duffy rifiutò di indicare chi aveva scritto l’articolo reazionario. “Speranza”, presente alle udienze, con tutta probabilità rivendicò la responsabilità per l’articolo, ma la confessione venne ignorata dalle autorità e il giornale venne definitivamente chiuso.

Fu una delle prime sostenitrici dei diritti delle donne e si prodigò in una campagna assai imponente per una migliore educazione delle donne. Ebbe contatti frequenti con la suffragetta Millicent Fawcett – molto famosa in quei tempi – a casa sua per parlare della libertà femminile. Lady Wild lodò ed esultò dopo l’abrogazione dell’Atto di Proprietà delle Donne Sposate del 1883, legge che obbligava le donne a divenire, col matrimonio, schiave del marito, private del diritto di voto e di tutti i diritti sui beni precedenti il matrimonio.

Gli scandali e la morte

Nel 1858 la famiglia abitava al numero 1 di Marrion Square, a Dublino, di fronte alla quale è stata eretta la statua di Oscar Wilde. Nel 1864 i coniugi Wilde furono al centro di un sensazionale caso giudiziario a Dublino. Una giovane donna, Mary Travers figlia di un collega di Sir William, sosteneva di essere stata sedotta dallo stesso Sir William. Per un certo periodo la Travers fu molto intima di Wilde, frequentando assiduamente la sua casa. Ma per William Wilde la loro intimità divenne opprimente per l’ossessione di lei, così la allontanò. La Travers iniziò a perseguitare i Wilde distribuendo opuscoli che attaccavano la celebre coppia, inducendo Lady Wilde a scrivere e far recapitare una lettera molto dura al dottor Robert Travers padre di Mary e assistente guardiano dei manoscritti della Marsh’s Library di Dublino, lamentandosi del comportamento della figlia. Ma la mossa fu infelice e inopportuna. La Travers non aspettava altro. Intentò un’azione legale contro Speranza per diffamazione e vinse la causa. Lady Wilde fu costretta a pagare 2.000 sterline come risarcimento. Tre anni dopo la figlia Isola morì all’età di nove anni. Nel 1871 le figlie illegittime di Sir William subirono un incidente nel quale morirono arse vive. La famiglia Wilde ebbe un ulteriore batosta dopo questo scandalo. Gli affari di Sir William subirono un crollo verticale e nel 1876 morì lasciando la famiglia in bancarotta.

I figli Willie e Oscar decisero allora di trasferirsi a Londra: Willie trovò lavoro come giornalista e Oscar stava facendosi un nome nei circoli letterari. Lady Wilde li raggiunse nel 1879 dove visse con il figlio maggiore in condizioni precarie e di povertà. Così per arrotondare il loro magro reddito scriveva per riviste di moda, produsse libri del folklore irlandese, basati sulle ricerche del suo defunto marito e godeva di qualche donazione da parte dei suoi ammiratori. In quegli anni scrisse molti libri e articoli, ma che non migliorarono la sua condizione economica.

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Un altro fatto colpì duramente Lady Wilde quando suo figlio Oscar citò in giudizio il marchese di Queensbury per averlo pubblicamente definito un omosessuale. Lady Jane gli consigliò di rimanere e combatterlo, piuttosto che fuggire dal paese, come altri avevano consigliato. Oscar seguì il consiglio della madre ma perse la causa, subendo la detenzione. Speranza in punto di morte chiese il permesso di vedere Oscar ma le fu negato. Morì, a casa sua a Londra, di bronchite, il 3 febbraio 1896.

Poiché il figlio Willie non era in grado di pagare il funerale, Oscar, nonostante fosse recluso, saldò le esequie che si tennero al Kensal Green Cemetery a Londra il 5 febbraio 1896. Una tomba personale completa di lapide non se la potevano permettere dato il costo elevato, così fu sepolta anonimamente in una fossa comune.

Esiste un monumento postumo a lei dedicato, sotto forma di croce celtica, che fu eretto nel Kensal Green Cemetery dalla Oscar Wilde Society nel 1999.

Mi congedo con questa sua poesia dedicata ai terribili anni della carestia.

 

The Famine Year

Weary men, what reap ye?—Golden corn for the stranger.
What sow ye?— human corpses that wait for the avenger.
Fainting forms, hunger–stricken, what see you in the offing?
Stately ships to bear our food away, amid the stranger’s scoffing.
There’s a proud array of soldiers — what do they round your door?
They guard our masters’ granaries from the thin hands of the poor.
Pale mothers, wherefore weeping— would to God that we were dead;
Our children swoon before us, and we cannot give them bread.

Féach tú go luath

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