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Superstizioni Mediche e Antichi Incantesimi

Testo tratto dal libro di Jane Wilde “Incantesimi e Magie d’Irlanda” 

L’arte della guarigione, ai primordi di ogni civiltà e presso le tribù primitive, è stata sempre associata con la religione. Gli illetterati erano convinti che gli effetti mirabili di certe erbe e trattamenti fossero dovuti a influenze sovrannaturali che agivano in modo mistico e magico sulla persona malata. Per questa ragione i guaritori erano trattati con il più profondo timore e rispetto; anche le donne guaritrici erano oggetto di venerazione e spesso di timore superstizioso, nella convinzione che gli incantesimi misteriosi fossero stati loro insegnati dalle fate e dagli spiriti della montagna.

Gli Irlandesi erano dediti sin dalla più remota antichità alla medicina mistica e possedevano una notevole conoscenza delle cure e dei rimedi per le malattie che sfruttavano il potere e l’azione delle erbe sull’organismo umano.
I medici dell’era pagana facevano parte della casta sacerdotale druidica ed erano trattati con grande riguardo. Avevano il posto d’onore nei banchetti reali a Tara ed era garantita loro una certa rendita perché avessero una vita dignitosa.

Quando aveva in cura un paziente, un dottore aveva diritto per legge al vitto, insieme a quattro dei suoi allievi: ma se la cura falliva per imperizia, egli era obbligato a rimborsare gli onorari e tutte le spese del suo mantenimento. Era una misura che senza dubbio stimolava la più seria attenzione dei dotti ollamh ai casi clinici di loro competenza. La grande importanza attribuita in Irlanda all’arte della guarigione è dimostrata dal fatto che, anche prima dell’era cristiana, un edificio con funzioni di ospedale era stato eretto a Tara, vicino al palazzo del re. La costruzione era conosciuta come “La Casa del Dolore”, dedicata alle cure necessarie per i malati e i feriti.

Si narra che un giorno il grande condottiero e principe di Munster venne portato alla “Casa del Dolore” per essere curato dalle ferite riportate in battaglia. Ma il suo attendente, traditore, mise del veleno nelle ferite e le chiuse accuratamente, in modo da non lasciare segni esterni. I lamenti del ferito erano terribili a udirsi. Venne mandato a chiamare il dotto Fioneen, noto come “il medico profeta” per la sua grande abilità nella diagnosi; quando egli giunse all’ospedale insieme a tre dei suoi allievi trovò il guerriero che giaceva prostrato, gemendo in una terribile agonia.
“Che tipo di lamento è questo?” chiese il maestro al primo allievo.
“E’ causato da un’erba velenosa” egli rispose.
“Che tipo di lamento è questo?” chiese ancora il maestro al secondo allievo.
“Proviene da un rettile nascosto” egli rispose.
“E questo, che lamento è? chiese infine Fioneen al terzo allievo.
“Viene da un seme velenoso” fu la risposta.
Fioneen si mise quindi al lavoro, cauterizzò le ferite con ferri roventi ed estrasse gli elementi velenosi da sotto la pelle. In questo modo il condottiero fu salvo.

In seguito, i medici Irlandesi divennero famosi per la loro dotta sapienza; esistono molti manoscritti irlandesi di argomento medico, in Irlanda e in Inghilterra, alcuni sono conservati anche nelle biblioteche del continente. Sono scritti principalmente in latino, con commentari in lingua irlandese, e mostrano una profonda conoscenza, da parte degli autori, delle opere di Ippocrate, Galeno, Aristotele e altri maestri di sapienza. Dopo l’introduzione del Cristianesimo, il latino si diffuse ampiamente nelle scuole irlandesi; i preti e i medici non soltanto scrivevano ma parlavano anche fluentemente in latino, che ben presto divenne anche la lingua di comunicazione tra di loro e con i sapienti del continente. Ma le più antiche formule di cura applicate dagli ollamh irlandesi e dai loro allievi erano di carattere medico-religioso: si trattava di cure con le erbe, terapie magiche, incantesimi, invocazioni e specifiche cerimonie magiche. Alcune di queste cure sono state preservate dalla tradizione popolare e formano un settore di studio molto interessante sulle antiche superstizioni mediche, trasmesse da una generazione all’altra: la professione medica, infatti, era ereditaria in certe famiglie, e la sapienza accumulata nei secoli era trasmessa in questo modo di padre in figlio.

Molte delle antiche cure e formule d’incantesimo erano procedure mistiche, accompagnate da cerimonie misteriose che senza dubbio in molti casi miglioravano l’efficacia della cura, soprattutto per un popolo così fantasioso e sensibile come quello irlandese. Alcune di queste formule sono permeate di fede e di commovente semplicità, come nel caso dell'”Incantesimo contro l’Afflizione” e di altre formule originali irlandesi altrettanto dense di pathos e tenerezza, manifestazione evidente di fede profonda e quasi sublime nel divino potere del Governatore del mondo e nell’intercessione di santi e angeli in soccorso dell’umanità.

In Irlanda, ogni momento della vita contadina è stato sempre connesso con questa credenza negli elementi spirituali invisibili. Il popolo vive in un’atmosfera impregnata di soprannaturale, preoccupandosi di non trascurare le antiche cerimonie o ignorare una pratica tradizionale, talmente grande è il timore di discostarsi dalle usanze degli antenati possa scatenare reazioni avverse, terribili perfino da nominare, se non in un sussurro.

In particolare, nelle Isole Occidentali al largo dell’Irlanda le antiche superstizioni sono osservate con il più solenne timore reverenziale e le consuetudini della gente rispecchiano ancora quelle instaurate 1.400 anni fa da San Patrizio. Le rapide correnti pensiero, che percorrono i grandi centri della civiltà e spingono l’intelletto umano sulla via del progresso, non hanno mai raggiunto questi luoghi, e le onde del tempo hanno sfiorato le coste senza lasciare traccia.

E’ dunque in queste isole e lungo la costa occidentale irlandese che si trovano le tracce più evidenti delle leggende, degli incantesimi, dei misteri e delle superstizioni antiche come il mondo, che in Irlanda sono state più persistenti che in qualsiasi altra parte d’Europa.
Molte delle superstizioni sono state narrate direttamente da gente delle campagne, nella lingua irlandese o in un caratteristico inglese-irlandese che mantiene ancora moltissimi elementi dell’antico idioma, che rendono la lingua vivida e caratteristica. Gli antichi incantesimi che derivano da tradizioni remote sono particolarmente interessanti per il loro profondo pathos umano, mescolato con la credenza sublime nell’invisibile potere divino, tipico del temperamento irlandese di ogni epoca. Una fede caratterizzata da devozione, fiducia e speranza infinita, quando l’anima addolorata si rivolge a cielo per un aiuto che non può essere trovato sulla terra o elargito da mani umane. Le formule rituali e gli incantesimi esprimono con efficacia questa mescolanza di fede e di speranza.

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